Comincia l’avventura alle Canarie.

Una volta presa la decisione del trasferimento definitivo si è posta la questione trasloco. Chi abbia letto “C.V.: Metodo per Cambiare Vita in modo intelligente” ha sicuramente già chiara l’enorme entità delle mie pertinenze. Possiedo montagne di abiti, scarpe, accessori, libri, oggetti per la casa, soprammobili, elettrodomestici…

QUANTO COSTA TUTTA QUESTA “ROBA”?

Ho speso delle piccole fortune per comprare complementi d’arredo di alta gamma: mentre ristrutturavo la mia casa spesso sceglievo l’alternativa più costosa perché pensavo:
“chi più spende meno spende….questa sarà la mia casa definitiva quindi deve essere perfetta!”

Possiedo elettrodomestici, arredi e oggetti acquistati a prezzi elevati che se volessi rivendere ora mi permetterebbero di realizzare cifre irrisorie.

E DOVE METTERLA?

Ironia della sorte: alcuni dei miei inquilini preferiscono non dover essere responsabili di oggetti e arredi di valore, che mi pregano di rimuovere. E dove mettere questi oggetti, a volte anche ingombranti?

Conosco persone che affittano garage per depositarvi oggetti che non usano e dei quali non possono disfarsi.
Per evitare una spesa del genere ho venduto (in molte occasioni svenduto) diversi di questi oggetti e arredi; per mia fortuna ciò che non sono riuscita a vendere ha trovato spazio nella soffitta della casa dei miei suoceri.

VIAGGIARE PESANTI

Ho visto gente organizzare e spedire mobili e oggetti di ogni tipo in enormi container (spendendo piccole fortune); se chiedi loro il perché, molti rispondono:

“Qui non si trovano mobili come questi! Vedi che qualità hanno le mie cose? Se devo vivere qui ho bisogno di roba di prima qualità, non come le ciofeche che vendono qui. E poi, sai quanto costano questi oggetti? …”

Spero per loro che siano ben decisi e convinti della propria scelta di trasferirsi; in caso contrario dovranno organizzare altri costosi container, questa volta per tornare indietro.

VIAGGIARE LEGGERI

Il nostro cambio di vita ci ha insegnato che la maggior parte delle “cose” che acquistiamo e delle quali ci circondiamo è inutile (anzi dannosa perché serve solo ad accumulare polvere).
A Fuerteventura abbiamo sempre affittato case ammobiliate, magari non esattamente conformi al nostro gusto, ma complete di tutto. Per questo abbiamo scelto di portare qui il minimo indispensabile.

A mio marito serve anche qui il furgone che possedeva in Italia; lo abbiamo caricato con i suoi strumenti di lavoro e abbiamo occupato lo spazio restante con elettrodomestici, abiti estivi, e pochi oggetti dal significato speciale.

PARTITI, CARICHI PIU’ DI SOGNI CHE DI OGGETTI

Siamo così partiti in furgone, in una caldissima settimana di agosto. Abbiamo percorso migliaia di chilometri, sostando in città stupende.
Arrivati nel sud della Spagna, a Huelva, ci siamo imbarcati per la traversata di 31 ore, che – via Lanzarote – ci ha riportato a Fuerteventura.
Abbiamo affidato le incombenze per l’immatricolazione del furgone con targa spagnola ad una agenzia di pratiche auto; è fondamentale conservare il biglietto del traghetto con il quale si effettua la traversata (vedi post relativo all’acquisto auto).
Il costo dell’immatricolazione dipende dalle caratteristiche tecniche del veicolo e dal suo valore di mercato qui.

BISOGNO DI STABILITA’

Per molti l’essere circondati dalle proprie cose fornisce sicurezza e soddisfa il bisogno di muoversi nella propria comfort zone: per questo sono pronti a spendere cifre folli per traslochi, dei quali magari pochi mesi dopo si pentiranno.

Il mio downshifting mi ha insegnato che la flessibilità e la capacità di adattamento alle nuove circostanze sono il segreto della serenità in questa nuova fase della mia vita.
Per questo ora non sento la mancanza degli splendidi e costosi oggetti lasciati in Italia.

Del resto, mio marito ha ragione. Ogni tanto mi guarda e dice: “conoscendoti credo che dovremo affrontare altri traslochi!”.

Chissà: per ora stiamo bene qui, ma il mondo è grande e bello, quindi meglio viaggiare leggeri e pronti a nuove avventure.

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