COMPRARE UN’AUTO USATA? O RE-IMMATRICOLARE L’AUTO CON TARGA ITALIANA? 

E’ necessario presentare documenti e certificazioni un po’ farraginose, che per uno straniero possono essere difficili da interpretare.

Appena trasferiti a Fuerteventura abbiamo sentito l’esigenza di avere un’auto.

La procedura di immatricolazione “spagnola” di un’auto con targa italiana è relativamente complicata: è una delle pochissime pratiche amministrative per la quale suggerisco di rivolgersi ad un professionista autoctono.

E’ necessario presentare documenti e certificazioni un po’ farraginose, che per uno straniero possono essere difficili da interpretare.

Va conservato il biglietto del traghetto con il quale si effettua la traversata per arrivare a Fuerteventura (è possibile imbarcarsi con  la linea marittima Armas da Huelva o Cadice, 2 città nel sud della Spagna, vedi post E ORA COME TRASLOCO?).

L’importo per ottenere la re-immatricolazione in Spagna del proprio veicolo varia in base al valore dell’auto. Confesso che non ho approfondito con il solito studio accurato questo aspetto perché abbiamo subito capito che la nostra Audi A3 Quattro non sarebbe stata il veicolo ideale per circolare nel deserto e sugli sterrati accidentati che spesso percorriamo per recarci nelle suggestive spiaggie dell’isola.

 

CI CONVENIVA ACQUISTARE UN AUTO USATA …MA COME SI FA?

Ancora abituata ai “macchinoni” che si vedono in Italia ero a dir poco perplessa mentre girovagavo in bicicletta e osservavo la grande quantità di auto vecchie, arrugginite, scricchiolanti, scrostate e rumorose che circolano per le strade del mio paesino.

Qui il sole e il sale bruciano carrozzerie, corrodono telai, ogni parte in ferro ed addirittura quelle in acciaio dei veicoli e biciclette.

Per questo il rischio di imbattermi in un privato “furbo” disposto a vendermi un catorcio al prezzo di una Bentley era alto.

Ero propensa a rivolgermi a uno dei diversi concessionari che acquistano dalle società di noleggio le auto usate, le revisionano e le rivendono a privati.

In realtà l’idea non mi entusiasmava perché spesso queste auto, la maggior parte utilitarie, vengono usate come Hummer dai turisti che le sottopongono a settimane di fuori strada nel deserto (un po’ lo avevo fatto anche io quando ero venuta la prima volta in vacanza).

 

ASCOLTARE TUTTI, MA FIDARSI DI POCHI

Per mia fortuna ho saputo che esiste un meccanico in paese, un signore del posto, competente e soprattutto onesto. Ho raccolto informazioni su di lui, chiedendo alle poche persone che allora conoscevo.

 

MITICA CLIO

Questo signore, ora diventato un punto di riferimento, mi ha venduto la “mitica Clio” (così l’abbiamo soprannominata mio marito ed io), 1,400 turbo diesel, fresca di revisione e con un anno di garanzia ad un prezzo (3.500 euro) sicuramente alto se si paragona a quello italiano, ma giusto se si rapporta al contesto dove vivo.

Il passaggio di proprietà non ha costo se si effettua direttamente al preposto ufficio di “Trafico”.  Nel mio caso ci ha pensato il meccanico.

Ho sfrecciato felice per più di due anni sulla mitica Clio, che non mi ha dato alcun problema. Anzi, nonostante i suoi 15 anni di vita e i suoi oltre 170.000 km, si è dimostrata più brillante, scattante e parca nei consumi rispetto alle diverse auto semi nuove noleggiate dagli amici che ci hanno fatto visita.

 

ASPETTARE IL COLPO DI FORTUNA

Un anno fa una conoscente ci ha proposto di acquistare a un prezzo molto interessante una Jeep della quale si voleva liberare in fretta, perché non la usava. Anche in questo caso si trattava di un veicolo di più di 10 anni, con oltre 160.000 km, ma in ottimo stato e fresca di revisione.

Abbiamo così deciso, un po’ malincuore, di vendere la mitica Clio: ci è bastato apporre sul vetro un cartello con la scritta “TE GUSTA?“ accompagnato dal nostro numero di telefono ed in pochi giorni abbiamo firmato il passaggio di proprietà con il nuovo proprietario, che ha scelto di effettuarlo presso un’agenzia di pratiche auto, pagando il costo relativo (circa 250 euro). Ricordo che all’ufficio di Trafico sarebbe costato molto meno.

 

PROFILO BASSO, OCCHI APERTI E CERVELLO IN AZIONE

Prima di acquistare un’auto usata, soprattutto da un privato, valgono le norme del buon senso vigenti nel resto del mondo. Ovvero:

– evitare di scegliere auto costose, dalle accattivanti parti cromate e luccicanti carrozzerie: meglio scegliere utilitarie dal basso consumo, preferibilmente a gasolio. Non importa se le stesse siano già un po’ scrostate…ripeto che sole e sale sono in grado di corrodere in poco tempo qualunque carrozzeria lasciata all’aria aperta.

– provare l’auto con un professionista, pagandogli il disturbo se necessario: questa piccola spesa può permettervi di risparmiare molto in caso vi imbattiate in un catorcio. Dato l’elevato rischio ruggine, suggerisco di controllare bene ciò che non si vede, soprattutto la parte inferiore del telaio, cosa possibile in modo ottimale mettendo l’auto sul ponte di un meccanico.

– controllare la regolarità delle revisioni obbligatorie: qui si chiama I.T.V., procedura molto simile a quelle italiana. Ormai effettuo l’I.T.V. con facilità ogni anno ed in perfetta autonomia.

controllare l’effettiva regolarità del pagamento delle imposte annue del veicolo (equiparabili al nostro bollo ma dal costo notevolmente inferiore): consiglio di effettuare un controllo direttamente presso il preposto ufficio dell’Ayuntamento (equiparabile al nostro Comune).

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