BAGNI DI ENERGIA E UMILTA’.

VENTO E MARE 

Certi giorni sembra che vento e mare si sfidino.

È difficile determinare chi sia più forte, più potente, e vinca la sfida.

E se la loro non fosse una sfida?

Magari stanno solo giocando: si divertono a stuzzicarsi, a provocarsi, come certi cuccioli o fratelli, quando si azzuffano per scherzo, irruenti e scalmanati, ma senza alcun intento violento.

Qui a Fuerteventura vento e mare si azzuffano spesso: a volte amo andare a guardarli dalla sommità di una scogliera, e respirare l’aria umida di iodio, sale e schiuma delle onde, mentre certe folate mi spostano, e mi costringono a indietreggiare.

Li ascolto “gridare”: il vento soffia forte, sembra un gigantesco asciugacapelli, mentre il mare manda onde capaci di spostare i sassi vulcanici e colpire forte spiagge e scogli, sembra una ruspa, o la fine di un tuono roboante, durante un temporale.

 

BAGNI DI VENTO E ONDE: TERAPIA DI UMILTA

Rispetto il loro modo potente di manifestarsi, e di ricordarmi che sono un piccolo essere inerme e insignificante al loro cospetto.

Ritengo questi “bagni di umiltà” terapeutici e necessari, soprattutto quando voglio ritrovare equilibrio e tranquillità e “smettere di prendermi troppo sul serio”.

 

SONNI PROFONDI

Giornate come queste mi regalano emozioni pure, capaci anche di commuovermi, ma anche ore di esercizio fisico più intense di sessioni di allenamento.

Resistere alla forza del vento è faticoso, occorre sforzarsi: la sera sono stanca, come se avessi scalato una montagna, e non vedo l’ora di andare a riposare.

Gli effetti benefici della “terapia” mi accompagnano anche la notte, regalandomi sonni profondi e tranquilli.

 

CARICA DI ENERGIA

La mattina seguente sono fresca, attiva e sprizzo forza da tutti i pori.

Sento energia e desiderio di fare sport, di muovermi, di godere dei miei anni migliori.

Sono profondamente grata a mare e vento per questo: apprezzo il loro regalo, la loro maniera di “curare” attraverso questa terapia gratuita e breve, per me molto più efficace di molte altre, magari costose quanto interminabili.

E’ l’ecosistema da proteggere.

GLI SCOIATTOLI DI FUERTEVENTURA

Piccoli, veloci e spavaldi, sono ormai vere e proprie attrazioni turistiche, fotografati da ogni angolazione.

Abituati a considerare gli uomini come dispenser di alimenti, si avvicinano impavidi, prendendo il cibo direttamente dalle mani di chi glielo porge.

A volte penso a quanto siano coraggiosi: dal basso della loro statura devono vederci come enormi creature goffe e rumorose, 100 volte più grandi di loro.

Nonostante questo non esitano ad avvicinarsi a noi, cedendo alle lusinghe della gola.

Gli scoiattoli devono difendersi dai corvi e da alcune specie di rapaci, che vigilano questi “incontri ravvicinati uomo/scoiattolo” pronti ad approfittare di un momento di distrazione di questi ultimi per assicurarsi un pasto.

ECOSISTEMA DA PROTEGGERE

L’Unesco ha nominato Fuerteventura “Riserva della Biosfera”: questa qualifica definisce “aree di ecosistemi terrestri, costieri e marini in cui -grazie a un’appropriata gestione del territorio- si promuove la conservazione dell’ecosistema e la sua biodiversità con l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali a beneficio delle comunità locali.”

In molti punti panoramici a Fuerteventura sono posti cartelli con il divieto di dare cibo agli scoiattoli: mi hanno spiegato che questi roditori si stanno moltiplicando a velocità supersonica anche grazie all’abbondanza di cibo, e questo può alterare l’ecosistema.

Gli scoiattoli si nutrono di frutta, semi, arbusti, insetti; il cibo cotto e raffinato è per loro innaturale.

FUERTEVENTURA E’ UN’ISOLA DESERTICA

Mentre turisti divertiti si fanno immortalare porgendo loro pane, gli scoiattoli rosicchiano e si ingozzano di cibi asciutti senza pensare che – data la scarsissima quantità di acqua a loro disposizione – difficilmente potranno dissetarsi quando ne avranno la necessità; questo è per me l’aspetto più dannoso di questo intervento umano.

Per questo io agli scoiattoli porgo acqua, e non cibo.

Brano tratto dal mio secondo libro, “Vivere in ciabatte”, al quale sto ancora lavorando!

Qui in Spagna per fortuna non si è persa la buona abitudine di salutare chiunque, di chiedere per favore qualunque cosa e ringraziare sempre.

TUTTI AL MARE! MA NON DIMENTICHIAMOCI L’EDUCAZIONE!

Da oltre due anni e mezzo assisto ad un vero e proprio esodo di “italiani all’arrembaggio a Fuerteventura”.

Ormai nel paesino dove vivo per le strade si sente parlare più l’italiano che lo spagnolo, e spesso assisto a scene delle quali non vado orgogliosa: miei connazionali che sguaiatamente gridano parlando al cellulare, o che si salutano, magari in dialetto, urlando in mezzo alla strada.

Qui in Spagna per fortuna non si è persa la buona abitudine di salutare chiunque, di chiedere per favore qualunque cosa e ringraziare sempre.

Ormai fatico a sopportare la mancanza di educazione che spesso riscontro in negozi o supermercati, quando vedo miei connazionali che si rivolgono in italiano a commessi omettendo le basilari norme di buongusto e – ripeto – educazione.

LA GRANDE ILLUSIONE

Ho visto arrivare molte persone, talmente convinte di “iniziare una nuova vita” da licenziarsi, vendere la propria casa ed investire tutti i loro risparmi (o quelli dei propri familiari) in progetti o attività mai provate prima.

Assicuratori, bancari, rappresentanti (magari con ventennale esperienza nel loro settore, ma totalmente “vergini” nel campo della ristorazione) appena arrivati sull’isola aprire bar, ristoranti, birrerie, gelaterie, cocktail bar, pizzerie.

Molti di questi locali hanno chiuso dopo soli 6 mesi, alcuni hanno arrancato quasi un anno, ma si contano sulle dita di una mano quelli che sono ancora aperti e funzionanti.

Ricordo le facce entusiaste e sorridenti di questi neo-imprenditori all’arrivo, ma anche le loro espressioni di delusione e tristezza quando sono ripartiti, col portafoglio vuoto.

LA FRETTA E’ CATTIVA CONSIGLIERA

Come hai letto sul mio libro C.V. Metodo per Cambiare Vita in modo intelligente è necessario conoscere e capire il contesto dove vuoi trasferirti prima di investirvi denaro.

E’ obbligatorio per me consigliarti di destinare una somma di denaro per vivere almeno 6 mesi nella meta prescelta, senza lavorare, limitandoti ad osservare, conoscere, ascoltare, valutare e percepire ogni elemento e condizione che ti circonda.

Questo denaro non sarà perso o sperperato: consideralo un investimento, “una sorta di master”, un corso intensivo per imparare a muoverti nella tua nuova patria.

E’ preferibile impiegare una somma di denaro per capire se ci sono i presupposti per un trasferimento, piuttosto che “bruciare” interamente i propri risparmi in un progetto avventato, del quale ci si pentirà amaramente.

Su C.V. Metodo per Cambiare Vita in modo intelligente trovi il mio esempio pratico, insieme agli strumenti che ho utilizzato per quantificare tempi e costi del mio trasferimento a Fuerteventura!

Da quando vivo all’estero mi capita abbastanza spesso di andare in Italia e devo farlo volando. Sugli aerei da sempre mi infastidisce l’abitudine molto italiana di applaudire dopo l’atterraggio; oltre a questo – mio malgrado – da almeno due anni devo sopportare un nuovo fenomeno.

Mi riferisco alle vere e proprie orde di italiani che affollano gli aeromobili delle compagnie “low cost” diretti alle Canarie, i quali, già dalla fila al check-in e per tutto il volo, non smettono di conversare ad alta voce tra loro, anche tra perfetti sconosciuti, in questo modo:
“In Italia non si può più stare, si pagano troppe tasse e mi sono stufato di essere preso in giro. Su internet gira voce che alle Canarie si vive con 500 euro al mese quindi ho preso già appuntamento con persone che organizzano tutto, anzi appena atterro devo telefonare ad un tizio che in questa settimana mi porta a vedere diverse proprietà da comprare e si occuperà del mio trasferimento. Ma io sono furbo e ho già capito come funziona: non mi fregano eh..mi basta un giorno per capire quello che serve.”

Lo sconosciuto interlocutore rilancia:

“ Si, ha ragione! Sigarette e benzina costano la metà rispetto all’Italia e non serve il riscaldamento! già per questo risparmio un bel po’! Poi, ho sempre sognato di aprirmi un ristorante ma in Italia costi e burocrazia ti ammazzano sul nascere mentre qui sarà una passeggiata! Scambiamoci i numeri di telefono così ti inviterò all’inaugurazione del mio locale: ho già pensato al menù, rigorosamente italiano!”.

Se fossi il grillo parlante chiederei a questi due soggetti:
“Scusate signori, siete mai stati su almeno una delle 7 isole dell’arcipelago canario?” .

Sono abbastanza certa che la risposta sarebbe:
“No, però a cosa mi serve perdere tempo? Io ho già capito tutto. Mio cugino c’è stato in vacanza e mi ha spiegato, poi io sono furbo e so come muovermi.”

Addirittura a volte sento conversazioni nelle quali si parla tranquillamente tra sconosciuti delle somme di denaro che si hanno rispettivamente a disposizione.
Non ho fatto il militare, ma immagino che lo spirito da camerata che si prova durante il servizio di leva inizi a formarsi già durante la prima visita medica: a volte nelle sale d’attesa degli aeroporti secondo me accade lo stesso.

Rimango di stucco quando assisto a scene come quella appena descritta, ma vi posso garantire che sono sempre più frequenti ed addirittura si moltiplicano per le vie del paese dove vivo.

Non dubito della buona fede e della professionalità dei seri operatori turistici ed agenti immobiliari che lavorano con impegno per supportare queste persone nel loro progetto di trasferimento, ma contemporaneamente mi sorprende la facilità con la quale molte persone rivelino i loro affari privati al primo sconosciuto che incontrano, per di più vantandosi di essere scaltri.

PER SAPERNE DI PIU’…
leggi “C.V. METODO PER CAMBIAR VITA IN MODO INTELLIGENTE”