“Dobbiamo evitare la distruzione di ogni muro vecchio, di ogni suddivisione, di ogni casa in cui il tempo abbia lasciato un’impronta storica.

La sua sparizione cancellerebbe per sempre un passato pieno di significato, e di saggezza appresa dall’esperienza di secoli di osservazione delle condizioni di clima, latitudine, vento, e luce di un incredibile paesaggio, che determinavano un risultato, un modo di attuare che non si può improvvisare in un breve spazio di tempo”.

Cesar Manrique

Aggiustare e non buttare

Oggi si buttano vecchi strumenti di legno per comprarli di plastica, si demoliscono muri di pietra per ricostruirli in cemento, si sostituisce la calce con materiali chimici.

Cosi facendo si accumulano rifiuti, ma soprattutto si cancella il lavoro e la memoria di chi ha costruito con fatica infinita, e pari dignità, autentici capolavori di architettura sostenibile. Queste costruzioni dovrebbero essere valorizzate, amate e preservate, di certo non abbandonate.

Tornare al passato, copiare tecniche di bio-edilizia e eco-costruzione è un buon modo di proteggere l’ambiente valorizzando antiche e nobili forme di architettura, che tra l’altro sono decisamente più efficienti di molte tecniche moderne.

Imparare dal migliore dei maestri

Cesar Manrique era un uomo illuminato, un visionario, un autentico genio.

Le sue parole ci accompagnano ogni giorno, ci indicano la via, ci fanno coraggio e ci aiutano a rafforzare la nostra missione: recuperare una vecchia casa e sviluppare un turismo sostenibile attraverso la creazione di Alma Calma Hotel Rural.

Certo non questa non è la scelta più rapida ed economica, ma è la sola in armonia con i nostri valori umani, quindi è l’unica possibile.

Siamo emozionati e contenti perche’ abbiamo creato la pagina facebook di Alma Calma Hotel Rural, nella quale racconteremo il nostro sogno che sta diventando realtà.
Troverai video, foto e storie del nostro percorso quotidiano verso la riabilitazione di una costruzione abbandonata, per restituirle il suo antico splendore.
E troverai contenuti che parlano di Fuerteventura, per noi il luogo più bello del mondo, dove abbiamo scelto di vivere.
Saremo felici se sceglierai di seguirci e accompagnarci in questo viaggio e se vorrai condividere la nostra pagina!

SCELTA D’AMORE

Racconteremo il nostro progetto, che è più di un’iniziativa imprenditoriale, più di un’opera di recupero di un territorio dimenticato: è una scelta di molti tipi d’amore.
Amore fra due persone, che si innamorano di un luogo e di uno stile di vita etico e sostenibile.
Amore per il fare le cose bene, e insieme.
Amore per la natura, che porta a scegliere la via più tortuosa, impegnativa, costosa e lunga, ma l’unica in armonia con questo luogo magico, dalla struggente bellezza. È la nostra straordinaria avventura, che ci unisce sempre di più e dà alle nostre vite il senso più grande che possano avere.
Un abbraccio pieno di sole da noi 4!

Quando quest’isola decide di farti innamorare, sa bene come riuscirci.

Sembra non importarle di quello che succede nel mondo intero.

In questi giorni strani, Fuerteventura e’ generosa e incredibilmente magnanima: ci regala giornate spettacolari, senza vento, cieli tersi e azzurri, notti stellate e una luna piena da film.

Mostra tutto il suo fascino, bella e ribelle come solo lei sa essere.

Eterna estate

La nostra eterna primavera e’ gia’ diventata estate.

Me lo dicono le numerose specie di uccelli che popolano il parco naturale a loro riservato, che inizia giusto dove finisce il mio giardino: tutti i giorni mi regalano balletti divertenti, e commoventi concerti.

E pure gli scoiattoli e i conigli che abitano tra le pietre dei muretti a secco, lungo le strade sterrate che portano alla spiaggia, si godono la nuova stagione e l’inaspettata quanto gradita scomparsa di ogni attivita’ umana.

Anche le piante mostrano la loro gioia e si sono coperte di nuove foglie, boccioli e fiori bellissimi: alcuni durano solo un giorno, ma li conosco e so aspettare l’arrivo queste meraviglie.

I tramonti

Il meglio arriva al tramonto: ogni sera uno spettacolo che non vogliamo perderci.

Il cielo diventa un unico insieme di rosso, rosa, giallo, arancione, si fonde con i tanti toni dell’azzurro del mare, che in questi giorni da casa nostra sembra vicinissimo.

L’ora legale allunga le giornate: ci piace sederci sotto la pergola e aspettare che il sole scenda completamente, mentre ci riposiamo dopo una giornata di lavoro pesante, ma ricca di soddisfazioni.

Coraggio di scegliere

Sono felice di vivere qui: sono grata al nostro coraggio che ci ha portato a scegliere una vita semplice, e alla nostra capacita’ di adattamento che ci rende forti abbastanza da sopportare le tante sfide quotidiane di questo luogo estremo.

E le prove piu’ grandi non le impone la natura: certo, il vento forte, la terra piena di pietre, o la calima non rendono le cose facili.

Le sfide piu’ dure, anche qui, le impone l’uomo e la sua incapacita’ di rispettare questo luogo come merita.

La nostra specie non impara dalla natura: si ostina a creare una burocrazia assurda, lontana e pericolosa, che solo rischia di rompere questo perfetto equilibrio.

La natura ci protegge

Io credo nella natura, e lei mi regala piccoli gesti che mi scaldano il cuore in ogni momento.

E confido in Fuerteventura, che mi rassicura e mi protegge: in piena emergenza mondiale, qui abbiamo meno di 20 casi di Covid 19, nessuno grave.

Molte persone mi chiedono, costantemente, quale sia il mese migliore per visitare Fuerteventura, e come sia l’inverno qui.

INVERNO? NO GRAZIE

Nonostante sia iniziato Febbraio, da una decina di giorni viviamo l’estate ideale: di giorno raggiungiamo i 28 gradi, splende il sole, c’è solo un piacevole venticello che accarezza i nostri volti e ci permette di lavorare all’aperto o stare in spiaggia senza patire il caldo, e la temperatura scende solo verso sera, invogliandoci a rilassarci a casa. Il mare mostra i suoi colori più attraenti: passa dal turchese, al blu notte, dall’azzurro chiaro fino al bianco delle onde che si trasformano in schiuma. Il cielo è limpido, per questo le albe offrono sfumature mozzafiato, esaltando l’intera gamma dei colori rosa e azzurri.

IL POTERE DEL TRAMONTO

Ma il meglio arriva al tramonto: ogni sera inizia uno spettacolo incredibile, unico, indescrivibile. Mi sento grata e fortunata ogni sera: mi emoziono camminando con il Tiki, vedo il sole che inizia a scendere, dipingendo di oro le pietre della montagna di Tindaya e degli infiniti e sconosciuti sentieri che la circondano, e ascolto i suoni di mille specie di passeri, delle Hubara, e degli altri uccelli che qui godono di spazi protetti, quindi sono i padroni assoluti degli enormi spazi. Da casa nostra il mare sembra vicinissimo: certe sere, al calar del sole, vediamo in lontananza le sagoma di Gran Canaria e del Teide (come testimonia la foto del nostro amico Gianfranco Costa, profilo instagram @gianco_ftv).

INNAMORARSI E TORNARE

Se vieni qui in vacanza, e ti becchi una settimana così, inizierai di sicuro a pensare di tornare, o addirittura trasferirti, a Fuerteventura. E come darti torto? Come si fa a non innamorarsi di Fuerteventura quando è mite, accogliente, generosa e ti permette di godere a pieno la sua meravigliosa natura?

OPPURE SCAPPARE E NON TORNARE PIÙ

L’anno scorso in questo stesso periodo pioveva di brutto, e tirava un vento fortissimo. E qui, quando piove, la faccenda è seria. Non esistono sistemi per lo scolo dell’acqua, che si scatena imprevedibile, rude e intensa: bastano poche ore per allagare paesi e strade. Vedi fiumi di acqua, e i profondi solchi rapidamente creati dalla loro incontenibile discesa giù dalle montagne, trascinando sabbia e terra sulle strade. Le case e gli appartamentini dei residence di solito non sono costruiti per sopportare l’acqua;  quando arrivano i fatidici 5 giorni di pioggia all’anno, non è raro che vi piova dentro. Nel dicembre 2018 abbiamo avuto alcuni giorni di vento con raffiche fino a 100 chilometri l’ora: sabbia e terra in sospensione annebbiavano il cielo fino a rendere invisibile il sole. Il mare infuriato mostrava onde spaventose. Per strada volava ogni genere di residuo, da rami e foglie a sacchetti di plastica abbandonati o scappati da mani incaute.

Se vieni qui in vacanza, e ti becchi una settimana così, col cavolo che tornerai a Fuerteventura o consiglierai ad altri di visitarla. E come darti torto? Come si fa a non voler fuggire a gambe levate da un luogo che si dimostra così inospitale?

 AMO FUERTEVENTURA ANCHE PER QUESTO

Per questo non so rispondere con esattezza alle domande più frequenti che ricevo.

Vivo qui da sette anni, e non ricordo un inverno esattamente uguale all’altro; a dire il vero anche le altre stagioni possono essere profondamente diverse tra loro.

Amo così tanto quest’isola anche per questo: il suo spirito selvaggio è ciò che più mi affascina, mi attrae e mi rende incapace di allontanarmi da lei.

Nel mio libro, “Non mollare, cambia!” racconto come ho imparato ad amare questa isola unica: clicca qui per ordinarlo su Amazon!

 

 

Ogni giorno succedono imprevisti, malintesi o anche veri e propri casini che ritardano o annullano programmi o magari eventi sognati e attesi da tempo.

Per molti la prima reazione è quella di individuare un colpevole sul quale scatenare la propria ira funesta: questo magari serve a sfogarsi, ma difficilmente risolve la situazione.

Risolvere e non distruggere

Lavorare anni nel “magico mondo dei reclami”mi ha insegnato che annichilire il responsabile di un qualunque equivoco, disservizio, fraintendimento, negligenza, sbaglio comporta un considerabile spreco di tempo e di risorse. È meglio dedicare queste energie a trovare la soluzione il più in fretta possibile, piuttosto che entrare nel vicolo, spesso cieco e sterile, della polemica.

È più efficace convogliare tempo e materia grigia nel costruire una soluzione, e non nel distruggere una relazione umana con chi, volente o nolente, ha combinato un guaio.

Ognuno ha la sua odissea burocratica per allenarsi alla calma!

So che forse ora vorresti dirmi: “Parli bene tu che sei sull’isola felice! Non ti ricordi che intraprendere una qualunque pratica burocratica mette a dura prova pazienza e equilibrio psicofisico?”

Vivere a Fuerteventura non mi rende immune a rogne e grane, anzi: qui il tempo “calmo” esige anche più stoicismo di quello al quale ero abituata.

Da un anno e mezzo con mio marito viviamo un’odissea burocratica per creare un agriturismo. Non sto qui a spiegarti per filo e per segno i diabolici cavilli e le innumerevoli e incredibili vicissitudini che ci stanno capitando, perché faresti fatica a crederci.

Meglio aguzzare l’ingegno e ricordare che ogni casino, anche grosso, ha una soluzione

So bene che di fronte ad assurde, inspiegabili e perverse incombenze amministrative è difficile non trasformarsi nell’Incredibile Hulk. Per esempio quando ti rimbalzano da un ufficio all’altro, o ti dicono solo alcuni dei documenti che devi produrre, costringendoti a ricominciare da capo. A volte anche a me “scatta la viuulenza” come direbbe Abbatantuono.

In quei momenti mi chiedo: “Trasformarti in Michael Douglas nel film “Un giorno di ordinaria follia”  fornirà la soluzione più rapida ed efficace?”

Troverai la mia risposta a pagina 111 del mio libro “Non mollare, cambia!”, al capitolo: “La goccia che fa traboccare il vaso”, nel quale leggerai come ho scoperto che trasformare l’energia della furia, in ossigeno per aguzzare l’ingegno, è la miglior soluzione.

 

Magari noi umani fossimo liberi e capaci di mostrare i nostri sentimenti, senza condizionamenti, vergogne e paure!

Tenerezza, affetto, gioia, gratitudine, stupore, entusiasmo, allegria, voglia di giocare; e anche istinto di protezione, un briciolo di preoccupazione e un bel po’ di senso di responsabilità.

Aggettivi con i quali tentiamo di trasformare in grammatica sensazioni, emozioni profonde e intense che sgorgano dal nostro cuore e ci accompagnano con maggiore intensità da un mesetto, ovvero da quando è arrivato Tiki.

E’ un cagnolino di età incerta, probabile abbia poco piu’ di un anno, meticcio di 10 chili, proveniente da una delle associazioni di protezione animali di Fuerteventura.

Un mese e mezzo fa lo hanno trovato con il bacino rotto sul ciglio di una strada; lo hanno operato e reso “adottabile”, anche se convalescente.

Attrazione fatale

Un giorno, distrattamente, vediamo una sua foto: non so cosa ci spinge ad andare conoscerlo.

Non so neppure cosa ci obblighi a portarlo subito a casa con noi, coccolarlo, curarlo, sostenerlo nel secondo intervento chirurgico di 15 giorni fa, e durante una crisi convulsiva spaventosa, e ancora a medicarlo 3 volte al giorno, aspettando il momento in cui gli toglieranno i punti e il collare elisabettiano.

Disconosco la forza che ci ha guidati fino a lui, ma le sono grata.

Fin da piccola ho avuto cani, ognuno con il proprio carattere, la propria storia: in particolare Piero, preso al canile di Genova, mi ha accompagnato per 13 anni, adattandosi ai miei cambi di umore e di città per esigenze di lavoro, lasciando il segno e, alla sua morte, un tale vuoto che per quasi 10 anni mi è stato impossibile sostituirlo.

E poi quella vedo quella foto e conosco Tiki.

Il miglior cane al mondo

Chiunque vive con un cane al fianco pensa sia il più intelligente, simpatico, e forse migliore del mondo.

Sul web spopolano video di cani funamboli, ballerini, cantanti, atleti, o coccoloni, poltroni capaci di dormire in posizioni da esperti di yoga.

Tiki non balla o canta, né ora non può correre o saltare: quello che lo rende speciale è la sua capacità di essere allegro anche se sofferente, di amare ed essere grato a di chi gli provoca dolore medicandogli  le ferite, di sopportare le prepotenze di un gatto anarchico, di accettare con pazienza e flessibilità le imprevedibili situazioni che la vita gli riserva, senza perdere l’entusiasmo, la fiducia e la voglia di giocare. La sua forza e la sua voglia di vivere sono un esempio prezioso.

Quando smetti di accarezzarlo, infila il muso sotto la tua mano e si auto-accarezza, ma sempre con discrezione e senza invadenza.
Capisce all’istante se puo’ insistere o se e’ il momento di accoccolarsi paziente sul divano e aspettare che io gli vada vicino.
Non pensavo fosse possibile innamorarmi così di un cane in un solo un mese, in piu’ funestato da infermità così per lui dolorose.
Tiki ostenta senza vergogna il suo continuo bisogno di contatto fisico e di affetto: magari noi umani sapessimo essere così liberi di dimostrare i nostri sentimenti, senza condizionamenti e paure! Se così fosse, vivremmo una vita indubbiamente più appagante.

Ciò che lo rende davvero unico, e per me il miglior cane al mondo, è la facilità con la quale riesce a trasmettere con un solo sguardo ognuna delle sensazioni che prima cercavo di tradurre in grammatica.

Nuova vita da raccontare

Il gran giorno è arrivato: da oggi si può – piano piano – camminare, poi correre e, finalmente, iniziare una nuova vita insieme.

 

Ma mollare tutto e re-inventarmi non è stato facile, né banale.

Ogni giorno sono piu’ felice e convinta della mia scelta di vivere qui.

Sono grata a mio marito e orgogliosa di come abbiamo lavorato duro per trasformare le nostre vite e renderle “sostenibili” qui.

Come scrivo nel mio libro, il lavoro e’ iniziato un anno prima di partire, organizzando la nostra situazione finanziaria, imparando lo spagnolo, informandoci e studiando attentamente le condizioni del luogo che avevamo scelto come nuova casa.

Spiego come abbiamo saputo aspettare, scegliendo di vivere qui per un lungo periodo prima di lasciare definitivamente i nostri rispettivi impieghi in Italia.

Racconto le piccole e grandi difficoltà che la nostra scelta richiede, quanto questo luogo sia capace di sorprenderci, emozionarci e a volte sfidarci.

Fuerteventura non e’ un’isola per tutti: il suo vento, la sua sabbia e la sua ubicazione nel mezzo dell’Oceano non rendono le cose facili.

Ricominciare da zero, in un territorio nuovo e sconosciuto, senza una reale e precisa pianificazione puo’ rivelarsi un cambio, ma in peggio.

E scrivo che mollare tutto e re-inventarmi non è stato facile, né banale: ho dovuto imparare ad amare la solitudine, a saper gestire l’enorme e prezioso patrimonio di giornate senza impegni, senza doveri. E imparare a farlo senza sentirmi in colpa…

Questi scenari sono i doni piu’ preziosi che si possano ricevere, e la natura me li regala ogni giorno, non solo a Natale.

Basta guardare in alto a Fuerteventura per accorgersi che ogni giorno il cielo offre uno spettacolo differente, in grado di mutare in ogni secondo.

Non riesco a descrivere a parole le infinite sfumature cromatiche e i giochi di chiaroscuro che compongono i cieli a Fuerteventura.

Certe mattine mi sveglio presto, cammino in spiaggia e assisto ad albe tanto emozionanti da sembrare un sogno.

Mentre sorge, il sole e’ capace di dipingere con colori difficilmente riproducibili dall’uomo: il cielo si tinge di infinte sfumature di rosa, azzurro, giallo, rosso, turchese.

E lo stesso succede al tramonto.

La vista ampia verso l’orizzonte, sgombra da edifici, fabbriche e strade, si apre davanti ai miei occhi mostrandomi perfetti giochi cromatici, in sublime armonia tra di loro.

Le nuvole sembrano le pennellate di un abile pittore, e creano sinuose forme nel cielo.

Mi sorprendo ed emoziono ogni mattina e sera per cio’ che vedo: queste sensazioni sono i veri e piu’ preziosi doni che si possano ricevere, e la natura me li regala ogni giorno, non solo a Natale o all’Epifania.

Una fotocamera non puo’ captare e riprodurre questa bellezza: sorrido quando vedo altri esseri umani che come me assistono a bocca aperta alle albe e ai tramonti piu’ belli del mondo e cercano di fotografarle, di immortalarle nel rullino dei loro cellulari.

Mi viene voglia di dire loro di non ossessionarsi nel cercare l’inquadratura perfetta, perdendosi la poesia di quello che vedono: basta aprire gli occhi e godersi il meraviglioso spettacolo, imprimendo le immagini nel proprio cervello, e lasciarsi avvolgere dalle emozioni autentiche e potenti che solo la natura e’ capace di offrire.

Correre facendo volare un aquilone, lottando contro un forte vento, mi aiuta a prendermi meno sul serio e a tornare bambina.

Centinaia di professionisti e amanti degli aquiloni dal 1987 si riuniscono in novembre alla Playa del Burro di Fuerteventura, dove dune di sabbia bianchissima incontrano il mare dalle infinite sfumature di azzurro.

Anche quest’anno il cielo si e’ riempito di variopinte e fantasiose vele capaci di danzare sospinte dal vento, regalando scenari sorprendenti.

Dal 9 al 12 novembre abbiamo potuto ammirare la festante moltitudine di aquiloni,capaci di accrescere il gia’ notevole fascino di questa spiaggia, situata nel Parco Naturale delle Dune di Corralejo.

 

In volo da 30 anni

Il festival e’ ormai giunto alla sua trentesima edizione: la sua risonanza e’ aumentata a tal punto da trasformarlo in un evento internazionale, al quale partecipano appassionati di aquiloni provenienti dal mondo intero.

Per tutta la durata dell’evento e’ stato possibile assistere al volo di aquiloni di diverse tipologie, forme e colori solcare il cielo azzurro di Fuerteventura.

La manifestazione ha regalato spettacoli con aquiloni classici e statici, oltre al tradizionale combattimento tra aquiloni Rokkakus.

Ogni anno l’evento si svolge nell’arco del fine settimana per permettere a turisti e abitanti del luogo di godere del ricco programma del festival, che include un laboratorio di volo di aquiloni destinato ai piu’ piccoli e una suggestiva esibizione notturna.

 

Tornare bambini

Far volare un aquilone e’ per me un modo divertente e istruttivo di passare il tempo, soprattutto se l’alternativa e’ sdraiarsi sul divano con un tablet in mano.

E questo vale per grandi e piccini: correre all’aria aperta, giocando con un semplice aquilone, magari lottando contro un forte vento, e’ per me un antidoto alla noia, alla pigrizia e all’indolenza. Ma soprattutto e’ una fabbrica di immagini e sensazioni gioiose, risate e sorrisi che immagazzino nel mio cervello, pronte a tornarmi in mente quando ho bisogno di ho bisogno di prendermi meno sul serio e di tornare bambina.

Non riesco piu’ a fare finta di niente, a girarmi dall’altra parte quando vedo rifiuti abbandonati.

Tempo fa, passeggiando sulla spiaggia del #parconaturaledelledunedicorralejo, ho visto un uomo che, dopo essersi fumato una sigaretta, ha gettato il mozzicone in mare, come se fosse la cosa piu’ naturale del mondo.

Gli ho chiesto per favore di raccoglierla e di gettarla nella pattumiera, o di comprarsi un portacenere tascabile. Lui mi ha risposto di farmi i cavoli miei (in realta’ egli ha usato termini decisamente offensivi).

Mi domando: “come puo’ una persona compiere un gesto cosi’ barbaro?”

Cosa spinge un individuo a insudiciare e profanare un luogo tanto meraviglioso, a dimostrare cosi’ poco rispetto per la natura?” 

Come si riesce a commettere un atto tanto insensato, rimanendo privi di rimorso o vergogna? E per di piu’ insultando chi fa notare la sua incivilta’?” 

Il #nationalgeografic sosteneva gia’ nel 2015 che “dal punto di vista numerico i mozziconi di sigaretta sono il rifiuto singolo piu’ abbondante sulla terra. Su scala globale ogni giorno ne vengono dispersi nell’ambiente piu’ di 10 miliardi. Basta un solo mozzicone per contaminare 3 litri di acqua del mare: il filtro e’ intriso di sostanze tossiche, le quali impiegano dai 5 ai 20 anni a essere smaltite dal mare in forma naturale”.

Sembra che esistano anche mozziconi biodegradabili: questo non sdogana e rende tollerabile il gesto di gettarli in mare o al suolo.

NO MAS COLILLAS EN EL SUELO!

Mi piace ricordare un’ organizzazione spagnola che si chiama “NO MAS COLILLAS EN EL SUELO“, che ha quasi 16.000 iscritti sulla sua pagina Facebook, e che pone in essere iniziative che condivido.

Una di esse e’ impegnare decine di volontari per raccogliere mozziconi di sigarette per un giorno intero sulla spiaggia de La Barceloneta, a Barcellona.

In sole 8 ore raccolgono piu’ di 20.000 mozziconi: con essi riempiono 8 fusti trasparenti da 5 litri che depositano all’entrata della spiaggia.

Vedere questi contenitori pieni di mozziconi e’ disgustosamente impattante: l’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione, mostrando quanto sia ripugnante un ammasso di mozziconi, sperando di convincere ogni singolo fumatore che ha la responsabilita’ delle sue sigarette, e che basta poco per evitare gesti incivili e gravi danni all’ambiente.

LA SIGNORA PAOLA

Ho letto di una signora che raccoglie i mozziconi che insudiciano la stupenda spiaggia della Baia dei Saraceni di Varigotti. Ne ha parlato il secolo XIX in questo articolo il 31 luglio scorso.

La Signora Paola mi ha fatto riflettere: non riesco piu’ a fare finta di niente, a pensare che non e’ colpa mia, a girarmi dall’altra parte quando vedo rifiuti abbandonati.

E mi ha ispirata: ora vado in spiaggia munita di guanti e contenitore per raccogliere mozziconi e altre schifezze lasciate da “Principi delle maree”.