Meno sovrastrutture, meno paura di dimostrare i propri sentimenti e piu’ tenerezza, più coraggio e sincerità nel chiedere e dare affetto.

Cosa ti allontana dalle altre persone? Cosa ti fa chiudere, smettere di comunicare i tuoi reali sentimenti e le tue emozioni sincere?

Come arrivi a tacere e sentirti solo anche se si vivi con qualcuno?

Cos’e’ che ti spinge a isolarti, a smettere di dialogare, a convincerti che: “tanto nessuno mi capisce”?

Cosa ti impedisce di dare e chiedere un piccolo/grande gesto affettuoso come una carezza o un abbraccio?

La sindrome di Brontolo

Conosco persone che si dimostrano e si dichiarano dure, forti, prive di fronzoli, repellenti alle smancerie, che considerano la tenerezza come una perdita di tempo, o peggio una debolezza da evitare tassativamente per non essere considerati fragili.

A volte arrivano a smettere di essere una persona e a “costruirsi un personaggio burbero, brontolone, collerico e cinico, e lo interpretano con maestria fino al punto di non ricordare il loro vero io, quello che erano fuori dal palcoscenico, prima di iniziare a recitare.

La forza di una carezza

E’ sorprendente quanto una carezza o un abbraccio sappiano provocare sensazioni cosi forti da sgretolare anche il piu’ granitico dei personaggi.

La tenerezza accende emozioni così potenti che riscaldano in un attimo cuori apparentemente freddi come cubetti di ghiaccio, sciolgono in un secondo “magoni”  che sembravano indistricabili,  spingendo dagli occhi liberatorie lacrime di gioia.

Provare per credere

Nel coaching utilizzo abitualmente molti strumenti e tecniche per individuare valori e credenze, interpretare sensazioni, analizzare comportamenti, ma ciò che arriva a “stupire con effetti speciali” e’ riscoprire la clamorosa e dirompente forza della tenerezza.

Per riassaporarla basta smettere di avere paura di dare e chiedere affetto. Non ci credi? Prova subito!

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