Mio marito ed io non volevamo utilizzare tutti i nostri risparmi; giochiamo spesso a Monopoli e conosciamo bene quanto può essere determinante la carta imprevisti

COME HO RISTRUTTURATO LA CASA A FUERTEVENTURA

Una volta perfezionate le procedure di acquisto dell’appartamento, è iniziata la fase di ristrutturazione.

Mio marito ed io non volevamo utilizzare tutti i nostri risparmi; giochiamo spesso a Monopoli e conosciamo bene quanto può essere determinante la carta imprevisti.

Nonostante l’appartamento necessitasse nuovi impianti elettrico e idraulico, nuovi pavimenti e pareti non ci siamo spaventati, anche perché mio marito è un vero asso del fai da te, con esperienza nel settore dell’arredamento.

Questo ci ha permesso di effettuare da soli ed in economia molti dei necessari interventi.

 

RICHIEDI IL PERMESSO E RISPETTA IL SILENZIO NEGLI ORARI DELLA SIESTA 

Per prima cosa occorre andare dall’amministratore del condominio (Presidente de la Comunidad de Vecinos), presentarsi e informarlo dell’inizio imminente delle opere.

Non occorrono permessi speciali se non si cambia la disposizione dell’alloggio, non si richiedono ampliamenti o non si effettuano modifiche strutturali.

E’ comunque buona norma recarsi al competente ufficio dell’Ajuntamiento prima di iniziare qualunque opera per ottenere informazioni precise sulle eventuali incombenze amministrative.

Più complicato è adattare gli orari di lavoro alle esigenze dei vicini; nel nostro caso mio marito effettuava le opere quando aveva tempo libero dal proprio lavoro, quindi alla sera e nei fine settimana. Per questo motivo certi lavori rumorosi hanno subito ritardi olimpici: quando mio marito era disponibile, l’orario della siesta gli impediva di lavorare!

Come sempre il buon senso e l’educazione aiutano a superare ogni ostacolo: sia i nostri vicini che noi abbiamo saputo trovare la maniera di conciliare le rispettive esigenze!

 

DIFFICILE TROVARE FORNITORI GIUSTI ED ECONOMICI 

Anche in questo caso la conoscenza delle persone e del territorio è stata determinante: ci ha permesso di avvalerci della collaborazione di stimati artigiani del luogo, i quali ci hanno aiutato a svolgere i pochi specifici lavori che mio marito non è in grado di fare da solo.

Grazie alla nostra amicizia con brave persone che risiedono qui da molti anni abbiamo potuto acquistare le merci nei magazzini più onesti e forniti dell’isola, semisconosciuti ai turisti o agli “ultimi arrivati”.

 

LAVORI FAI DA TE? SPENDI PIÙ TEMPO CHE DENARO

Nonostante queste conoscenze, ci sono voluti oltre tre mesi per terminare i lavori.

Tre mesi senza aver un fine di settimana libero: abbiamo passato ogni sabato e domenica “rinchiusi” a lavorare, immersi nella polvere, nei detriti e nella segatura, respirando l’odore forte dei solventi, delle pitture e della resina (che abbiamo usato in gran parte della casa).

Non si contano i viaggi a vuoto, le ore perse nell’andare e venire per cambiare materiale, nell’aspettare invano consegne.

Non si contano i pasti consumati fugacemente in mezzo ai detriti, né quelli saltati a piè pari per non perdere neanche un minuto di tempo.

Non si contano neppure i momenti di delusione quando spesso qualcosa andava storto. 

 

TANTO SACRIFICIO QUANTA SODDISFAZIONE

Tre mesi pesanti, impegnativi e davvero lunghi. Ma ne è valsa la pena.

Mio marito è dotato di un grande talento, ed è un vero “precisino”: se tutto non è perfettamente “in bolla” si smonta e si ricomincia da capo.

Di contro io sono la tipica incompetente in questo ambito, e per giunta impaziente.

Per me tutto si può fare “di corsa, e come viene viene”; per mio marito tutto si deve fare “bene”.

Immaginate due mondi opposti.

Eppure questa esperienza così lunga, faticosa e sfiancante ci ha uniti ancora di più quando finalmente abbiamo iniziato a constatare i risultati dei nostri sforzi.

 

CONTEMPLARE IL NOSTRO PICCOLO CAPOLAVORO NON HA PREZZO

Poche cose nella vita mi hanno dato la stessa soddisfazione che ho provato quando abbiamo finito il nostro appartamentino.

Osservare i tanti particolari curati all’inverosimile, i dettagli che con tanta fatica quanto amore abbiamo scelto, mi riempie il cuore come mai in passato mi aveva inorgoglito un qualunque successo lavorativo.

Auguro a tutti di provare una soddisfazione così grande come quella che provo contemplando il frutto del nostro duro lavoro.

Scopri i requisiti necessari per sposarsi legalmente in Spagna.

SPOSARSI LEGALMENTE A FUERTEVENTURA

Se entrambi i contraenti sono di nazionalità diversa da quella spagnola e non residenti qui (per esempio entrambi italiani non “empadronados” ne’ iscritti Aire) la legislazione non permette il matrimonio civile in Spagna.

In questo caso esiste solo la possibilita’ di un MATRIMONIO SENZA VALIDITÀ’ LEGALE, ovvero una cerimonia simbolica.

Premetto che la procedura che descrivo di seguito è valida per chi è iscritto all’AIRE (VEDI APPOSITO POST).

La scelta di sposarsi è davvero importante, indipendentemente da dove si scelga di farlo. Decidere di convolare a nozze in un paese straniero, dopo esservisi trasferiti da poco, richiede maggiori riflessioni; per questo mi permetto di ricordare il capitolo del mio libro C.V.: Metodo per Cambiare Vita in modo intelligente nel quale spiego come un trasferimento possa allontanare ed indebolire una coppia molto più di quanto non si immagini.

Ho visto più coppie separarsi di quante ne abbia viste continuare a stare insieme dopo un cambio di vita.

 

SOLO SE SIETE PROPRIO SICURI…

Mio marito ed io abbiamo superato insieme l’incerta fase iniziale della nostra nuova vita, le piccole e grandi difficoltà di adattamento, le paurose sensazioni d’insicurezza e i ragionevoli dubbi che il nostro trasferimento ha portato con sé.

Tutto questo pensare, studiare, meditare, rischiare e superare prove ci ha uniti molto più di quanto potessimo augurarci.

Spontaneo è sorto in entrambi il desiderio di sposarci qui; ma come farlo?

NON E’ POI COSI’ DIFFICILE! 

Gli iscritti AIRE dipendono amministrativamente dagli Uffici Consolari Esteri. Nel nostro caso facciamo riferimento al Consolato Italiano di Madrid.

Sul sito ufficiale del Ministero degli Esteri:

http://www.esteri.it/mae/it/italiani_nel_mondo/serviziconsolari/statocivile/matrimonio.html

esiste una esaustiva spiegazione sulle incombenze da svolgere a seconda delle differenti situazioni.

Nel nostro caso è stata di grande aiuto una funzionaria del Consolato, che per telefono mi ha spiegato ciò che serviva.

Abbiamo dovuto inviare al Consolato l’apposito modulo di richiesta, corredato dei nostri “estratti di nascita” e “Certificato di Capacità Matrimoniale” ai sensi della Convenzione di Monaco del 5 settembre 1980. Quest’ultimo certificato è esente da legalizzazione e traduzione e ci è stato rilasciato dai nostri rispettivi Comuni in Italia (in via epistolare).

Contemporaneamente abbiamo effettuato un bonifico su un conto corrente intestato al Consolato di circa 22 euro.

Due settimane dopo abbiamo ricevuto il documento che “Attestazione di assenza di impedimenti a contrarre matrimonio”, che abbiamo presentato al Juzgado de Paz (giudice di pace) insieme alle fotocopie dei passaporti.

Circa un mese dopo ci è arrivato il nulla osta e abbiamo deciso la data della cerimonia ufficiale, celebrata nello stesso Juzgado de Paz.

 

SEPARAZIONE DEI BENI? SERVE IL NOTAIO!

Se si opta per la separazione dei beni è necessario sottoscrivere un atto notarile: basta recarsi dal notaio, richiedere la Capitulaciones Matrimoniales e stabilire il regime economico del matrimonio. Il costo di questo atto non supera i 100 euro.

Una volta ottenuto il documento notarile, lo stesso va presentato al Juzgado de Paz, che lo registra e lo annota sul Libro de Familia.

Il Libro de Familia è un documento gratuito e obbligatorio, normato dal Ministerio de Justicia, per stabilire i diritti e doveri dei coniugi.

Viene rilasciato dal Registro Civil ed è una sorta di quadernetto nero, dove si annotano le variazioni del nucleo familiare, per esempio eventuali figli, separazioni o divorzi.

Nel nostro caso ci è stato rilasciato direttamente dal Juzgado de Paz appena terminato il matrimonio.

 

CERIMONIA PAGANA IN SPIAGGIA

La cerimonia ufficiale è stata un po’ fredda e triste, come certi matrimoni in Comune in Italia.

In compenso i nostri amici ci hanno organizzato un matrimonio da favola in spiaggia, semplice e autentico. Proprio come lo abbiamo sempre desiderato.

Racconto interamente questa giornata così speciale e emozionante nel mio prossimo libro “VIVERE IN CIABATTE”, in uscita questo autunno!

Come ripeto nel libro C.V., è necessario analizzare con cura il contesto e le condizioni, soprattutto quella economica, dell’isola dove abbiamo scelto di trasferirci prima di investirvi il nostro denaro.

Dopo due anni di “studio” normative locali sugli affitti, di conteggi e files di Excel, valutazioni economiche di costi/benefici, di osservazione delle altrui esperienze imprenditoriali abbiamo deciso di mettere in atto un progetto: comprare un piccolo appartamento da affittare.

Le alternative possibili sono di affittare l’immobile “a larga temporada” ovvero per periodi lunghi, oppure affittare a turisti per brevi periodi (qui si chiama “alquiler vacacional”).

CAPIRE COSA CONVIENE IN BASE ALLE TUE ESIGENZE E POSSIBILITA’ ECONOMICHE

La normativa locale che regola questa seconda opzione è continuamente in discussione perché negli ultimi anni molti investitori (in maggioranza italiani) hanno acquistato proprietà per destinarle ad alquiler vacacional entrando di fatto in concorrenza con i numerosi complessi e residence che si dedicano solo a quest’attività. Ciò ha determinato restrizioni alla legge, e applicazione di salate sanzioni a chi contravviene alle norme.

Dove risiedo l’alquiler vacacional è possibile solo in alcune zone del paese: presentando al Cabildo (equiparabile all’entità Provincia italiana) idonea e consistente documentazione – sia relativa all’immobile, sia fiscale per ottemperare al pagamento delle imposte derivanti dall’affitto – se se ne ha il diritto si ottiene l’autorizzazione ad affittare in questo regime.

IDEE CHIARE E BUONI AMICI, MA SOPRATTUTTO CALMA 

Ci siamo dedicati anima e corpo nella ricerca di un immobile che potessimo permetterci di acquistare senza impiegare tutti in nostri risparmi.

Solo grazie alla rete di conoscenze maturate in questi due anni e tanta calma siamo riusciti a trovare un’occasione buona, senza intermediari: un piccolo appartamento in pieno centro, totalmente da ristrutturare (vedi post RISTRUTTURARE CASA).

NOTAIO, TASSE E CATASTO: SE FAI DA TE RISPARMI! BASTA INFORMARSI

Ho scoperto che le incombenze delle quali il notaio deve incaricarsi per il perfezionamento della compravendita sono equiparabili a quelle italiane. Solo che la sua parcella è di un terzo inferiore.

Il pagamento delle imposte si effettua in un apposito ufficio pubblico dove ci si deve recare con una copia dell’atto; pensano a tutto loro, compilano un modulo con l’importo esatto delle tasse da pagare, si va in banca, si paga, e si ritorna nello stesso ufficio dove appongono un adesivo che attesta il corretto pagamento direttamente sull’atto di compravendita.

Si deve poi andare al Catasto dove si consegna l’atto con l’adesivo delle tasse pagate; dopo due settimane circa e pagando un importo che varia a seconda del valore dell’immobile avviene la riconsegna dell’atto con ulteriore vidimazione attestante la regolarità catastale.

Comincia l’avventura alle Canarie.

Una volta presa la decisione del trasferimento definitivo si è posta la questione trasloco. Chi abbia letto “C.V.: Metodo per Cambiare Vita in modo intelligente” ha sicuramente già chiara l’enorme entità delle mie pertinenze. Possiedo montagne di abiti, scarpe, accessori, libri, oggetti per la casa, soprammobili, elettrodomestici…

QUANTO COSTA TUTTA QUESTA “ROBA”?

Ho speso delle piccole fortune per comprare complementi d’arredo di alta gamma: mentre ristrutturavo la mia casa spesso sceglievo l’alternativa più costosa perché pensavo:
“chi più spende meno spende….questa sarà la mia casa definitiva quindi deve essere perfetta!”

Possiedo elettrodomestici, arredi e oggetti acquistati a prezzi elevati che se volessi rivendere ora mi permetterebbero di realizzare cifre irrisorie.

E DOVE METTERLA?

Ironia della sorte: alcuni dei miei inquilini preferiscono non dover essere responsabili di oggetti e arredi di valore, che mi pregano di rimuovere. E dove mettere questi oggetti, a volte anche ingombranti?

Conosco persone che affittano garage per depositarvi oggetti che non usano e dei quali non possono disfarsi.
Per evitare una spesa del genere ho venduto (in molte occasioni svenduto) diversi di questi oggetti e arredi; per mia fortuna ciò che non sono riuscita a vendere ha trovato spazio nella soffitta della casa dei miei suoceri.

VIAGGIARE PESANTI

Ho visto gente organizzare e spedire mobili e oggetti di ogni tipo in enormi container (spendendo piccole fortune); se chiedi loro il perché, molti rispondono:

“Qui non si trovano mobili come questi! Vedi che qualità hanno le mie cose? Se devo vivere qui ho bisogno di roba di prima qualità, non come le ciofeche che vendono qui. E poi, sai quanto costano questi oggetti? …”

Spero per loro che siano ben decisi e convinti della propria scelta di trasferirsi; in caso contrario dovranno organizzare altri costosi container, questa volta per tornare indietro.

VIAGGIARE LEGGERI

Il nostro cambio di vita ci ha insegnato che la maggior parte delle “cose” che acquistiamo e delle quali ci circondiamo è inutile (anzi dannosa perché serve solo ad accumulare polvere).
A Fuerteventura abbiamo sempre affittato case ammobiliate, magari non esattamente conformi al nostro gusto, ma complete di tutto. Per questo abbiamo scelto di portare qui il minimo indispensabile.

A mio marito serve anche qui il furgone che possedeva in Italia; lo abbiamo caricato con i suoi strumenti di lavoro e abbiamo occupato lo spazio restante con elettrodomestici, abiti estivi, e pochi oggetti dal significato speciale.

PARTITI, CARICHI PIU’ DI SOGNI CHE DI OGGETTI

Siamo così partiti in furgone, in una caldissima settimana di agosto. Abbiamo percorso migliaia di chilometri, sostando in città stupende.
Arrivati nel sud della Spagna, a Huelva, ci siamo imbarcati per la traversata di 31 ore, che – via Lanzarote – ci ha riportato a Fuerteventura.
Abbiamo affidato le incombenze per l’immatricolazione del furgone con targa spagnola ad una agenzia di pratiche auto; è fondamentale conservare il biglietto del traghetto con il quale si effettua la traversata (vedi post relativo all’acquisto auto).
Il costo dell’immatricolazione dipende dalle caratteristiche tecniche del veicolo e dal suo valore di mercato qui.

BISOGNO DI STABILITA’

Per molti l’essere circondati dalle proprie cose fornisce sicurezza e soddisfa il bisogno di muoversi nella propria comfort zone: per questo sono pronti a spendere cifre folli per traslochi, dei quali magari pochi mesi dopo si pentiranno.

Il mio downshifting mi ha insegnato che la flessibilità e la capacità di adattamento alle nuove circostanze sono il segreto della serenità in questa nuova fase della mia vita.
Per questo ora non sento la mancanza degli splendidi e costosi oggetti lasciati in Italia.

Del resto, mio marito ha ragione. Ogni tanto mi guarda e dice: “conoscendoti credo che dovremo affrontare altri traslochi!”.

Chissà: per ora stiamo bene qui, ma il mondo è grande e bello, quindi meglio viaggiare leggeri e pronti a nuove avventure.

Una riflessione personale.

Sono convinta che ognuno di noi dovrebbe avere per legge l’obbligo di provare il lavoro degli altri almeno per una settimana. Solo così ci si renderebbe conto di cosa vuol dire fare il commesso di un qualunque esercizio commerciale, l’impiegato della posta, l’addetto al banco di un supermercato, il cassiere, il direttore di albergo, lo spazzino, il postino, l’autista dell’autobus, il giardiniere, il cuoco, l’insegnante, il custode, il poliziotto, eccetera.

Siamo troppo spesso bravi a criticare chi lavora:
“ma guarda com’è lento, ci mette un’ora solo per fare uno scontrino”;
“il solito burocrate che non sa niente ed esercita il suo piccolo potere facendo ostruzionismo inutile”;
“se non controlli bene ti rifilano gli scarti! devi fare la voce grossa altrimenti ti becchi la merce meno fresca”…

PROVARE PER CAPIRE DAVVERO

Mi piacerebbe vedere uno di questi criticoni dall’altra parte del bancone, costretto a relazionarsi con un cliente come lui. Con la sua stessa arroganza, presupponenza nel sapere come si fa il lavoro degli altri, magari senza averlo mai svolto.

QUELLI CHE SANNO TUTTO

Non smetto di sorprendermi davanti a soggetti che, a parole, hanno svolto decine di differenti impieghi, e bene.
Persone che conoscono a menadito le incombenze di imprenditori, dirigenti d’azienda, baristi, piazzisti, tassisti, bancari e banchieri; ovviamente hanno svolto questi mestieri in modo eccelso e – se l’esperienza è finita male – è stata colpa di altri.

HO IMPARATO UN MESTIERE NUOVO

Quando lavoravo, una persona si occupava delle pulizie della mia casa; da quando ho molto tempo libero mi occupo personalmente di queste incombenze. Pensavo fosse facile e rapido. Mi sbagliavo di grosso. Dare solo una passata, lasciando aloni e macchie dappertutto è facile e veloce.
Pulire veramente bene un vetro, uno specchio o peggio un box doccia, lasciandolo senza aloni, non è una bazzecola. Per non parlare di cosa vuol dire sgrassare un forno, pulire o un frigorifero, o una cucina intera. O un bagno, magari con piastrelle bianco lucido, dove ti rendi conto che l’uomo discende dalla scimmia perché peli e capelli si riproducono anche da caduti al suolo.

Quante volte ho visto le donne delle pulizie negli alberghi e pensato che il loro lavoro fosse semplice. Ho scoperto che molte di loro sono tenute a pulire fino a 20 camere in un turno di lavoro di otto ore; e devono farlo bene perché ci sono “governanti” che supervisionano e controllano che tutto sia perfetto, pena il licenziamento.
Quanto rispetto e stima ho nei confronti di queste donne e del loro lavoro, io che mi sento uno straccio dopo un solo “giorno di pulizie di primavera”…

Una informazione indispensabile per chi pensa di trasferirsi alle Canarie.

Il N.I.E (di seguito NIE, Numero Identificativo Stranieri, in spagnolo Número de Identidad de Extranjero) è necessario per risiedere in Spagna anche per i cittadini appartenenti alla Comunità Europea.

È un codice alfanumerico individuale, equiparabile al nostro codice fiscale italiano.

NO NIE (ALMENO TEMPORANEO)? NO PARTY…

Sprovvisti di NIE non è possibile aprire un conto corrente, richiedere un contratto telefonico o di linea internet, o fare qualunque pratica amministrativa. Viene rilasciato presso la Dirección General de la Policía, direttamente o tramite gli Uffici Consolari della Spagna all’estero.È indispensabile anche se si desidera risiedere solo pochi mesi in Spagna; in questo caso ne esiste uno provvisorio, dalla durata di 90 giorni. Nel momento della richiesta si dovranno giustificare gli interessi economici, professionali o sociali motivanti la domanda del NIE.

COME SI RICHIEDE?

È necessario recarsi di persona nella sede della Policía più prossima alla meta che avete scelto, muniti di documento di identità e fotocopia dello stesso, e certificato di “empadronamiento” e fotocopia dello stesso (ovvero un documento equiparabile al certificato di residenza italiano, che rilascia l’”Ajuntamiento” – ufficio comunale – della città dove si risiede a fronte di un contratto di affitto, anche semestrale).

Individuata la sede della Policía conviene recarvisi alla mattina molto presto, mettersi in fila ordinatamente e muniti di pazienza e soprattutto di EDUCAZIONE, prendere il numero, compilare un modulo e pagare una tassa di meno di 15 euro.

Piccolo consiglio: insieme al numero richiedere subito anche il modulo da compilare e l’importo della tassa da pagare, così facendo si ottimizza la lunga attesa effettuando il pagamento in una banca vicina.

Il NIE provvisorio viene rilasciato su un modulo bianco, qualche giorno dopo.

E IL NIE DEFINITIVO?

Chi desideri risiedere permanentemente in Spagna necessita di un NIE definitivo, rilasciato su un tesserino verde.

Ottenere questo tipo di NIE da un paio di anni a questa parte è diventato più complicato a causa della “massiva invasione” di cittadini europei (e non) che desiderano trasferirsi in Spagna. Le file sono sempre più lunghe, ed i controlli documentali più severi.

Nonostante i presupposti legislativi relativi all’ottenimento del NIE siano gli stessi in tutta la Spagna, qui alle Canarie – per esempio – in ogni isola ho riscontrato differenze riguardo le modalità di richiesta dello stesso.

È FACILE OTTENERLO SE SI HA UN IMPIEGO…

Ottenere il NIE definitivo è semplice per chi possiede un contratto di lavoro regolare in Spagna (nel quale è compresa la “Seguridad Social” ovvero il diritto all’assistenza sanitaria pubblica): deve presentarlo, unito al NIE provvisorio e pagare una piccola tassa. Il 10 luglio 2012 è stata varata una legge che nega il diritto alla sanità pubblica spagnola agli stranieri (cittadini europei inclusi).

Questo subordina l’ottenimento del NIE – in caso non si possegga un contratto di lavoro dipendente o autonomo regolare – alla presentazione di una polizza sanitaria privata.

VALUTAZIONE “CASO PER CASO” PER CHI NON LAVORA

Per i “non occupati” ogni domanda sarà valutata individualmente e la documentazione richiesta può variare in base ad età e nucleo familiare del richiedente.

Oltre alla polizza assicurativa privata si dovrà fornire prova di potersi sostentare presentando varia documentazione bancaria, quale l’estratto di un conto corrente spagnolo con giacenza giudicata congrua (La “Ley de Presupuestos Gènerales del Estado” non specifica un importo esatto, solo in alcuni siti non governativi compare una indicazione di somma superiore a 6 mila euro), titolarità di una carta di credito, possesso di beni immobili, o la presenza di una rendita fissa che garantisca un’entrata di denaro mensile sullo stesso conto corrente (esempio accredito della pensione, mentre i redditi derivanti da affitti di immobili all’estero non sono giudicati “continuativi” quindi non valgono).

In caso di “informazioni pregiudizievoli gravi” inviate dal Paese di provenienza (esempio denunce o condanne penali) sarà molto difficile ottenere il NIE definitivo.

DIRITTI E DOVERI…

Preciso che i cittadini italiani che decidano di scegliere la Spagna come residenza abituale sono tenuti ad iscriversi all’ Anagrafe Italiani Residenti all’Estero (AIRE) – VEDI RELATIVE ISTRUZIONI NELL’APPOSITO POST- e a seguire il relativo iter, spiegato in modo semplice e completo sul sito governativo italiano.

CON IL NIE PAGHI LA META’ LE SPESE DI VIAGGI DA/VERSO LA SPAGNA

Possedere il NIE (anche provvisorio) qui alle Canarie permette di usufruire degli sconti del 50% sui trasporti da/per la penisola iberica riservati ai residenti nell’arcipelago.

Questo aguzza l’ingegno dei furbi, che a volte dimenticano di iscriversi all’AIRE per non perdere i benefici del mantenere la residenza in Italia, mentre ricordano perfettamente come e quando rinnovare il NIE per godere delle agevolazioni sui viaggi.

L’anagrafe degli italiani residenti all’estero.

L’A.I.R.E (di seguito Aire) è l’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero. L’iscrizione a detta anagrafe è completamente gratuita. In questo post ti fornirò alcuni consigli e informazioni utili.

Sul sito ufficiale del Ministero degli Esteri si trovano le informazioni necessarie e complete al riguardo; di seguito cerco di riassumerle in modo sintetico e, come sempre, in base alla mia esperienza pratica.

ISCRIVERSI è UN DIRITTO/DOVERE

È obbligatorio per i cittadini italiani che fissano la loro residenza all’estero per più di un anno

A seguito di detta iscrizione avviene la cancellazione dall’Anagrafe della Popolazione Residente (A.P.R.) del Comune di provenienza e contestualmente si “dipende” formalmente dalle Rappresentanze Consolari Italiane all’Estero: si acquisisce il diritto di voto per corrispondenza, di rinnovare certi documenti personali (passaporto e patente di guida) nel paese estero di residenza.

Questo implica il dovere di comunicare alle Rappresentanze Consolari ogni variazione di indirizzo nel paese estero di residenza.

COME SI FA AD ISCRIVERSI?

Ci sono varie possibilità per richiedere l’iscrizione per corrispondenza, tramite le Rappresentanze Consolari.

Per abbreviare l’iter mi sono recata al Comune di Genova (ovvero il Comune dove ero residente) all’apposito sportello riservato ai cittadini iscritti all’Aire, ho compilato un modulo e mi hanno rilasciato una ricevuta.

Ho inviato detta ricevuta al Consolato Italiano di Madrid ed il modulo di richiesta che si trova sul sito sopra indicato – sia per posta ordinaria, sia a mezzo posta elettronica – insieme alla fotocopia del mio certificato di Empadronamiento (nuova residenza spagnola), le fotocopie delle bollette della casa dove ero residente a Fuerteventura. Se avessi avuto un contratto di lavoro avrei dovuto allegare anche questo.

Dopo poche settimane ho ricevuto nelle stesse modalità l’attestazione dell’avvenuta iscrizione, il tutto ripeto in modo completamente gratuito.

SI PERDE L’ASSISTENZA SANITARIA PUBBLICA ITALIANA? NEL MIO CASO SI’

Iscrivendomi all’Aire ho perso il diritto ad usufruire dell’assistenza sanitaria pubblica italiana (in realtà ne avrei diritto solo per tre mesi continuativi all’anno) e la mia tessera sanitaria non è stata rinnovata una volta scaduta.

In quanto inoccupata qui in Spagna non ho diritto all’assistenza sanitaria pubblica spagnola; se fossi pensionata, o avessi un contratto di lavoro dipendente o una posizione fiscale di lavoro autonomo godrei di questo diritto.

Per questo motivo ho sottoscritto una polizza assicurativa medica privata (costo 50 euro mensili) che mi consente di vivere tranquilla e godere di assistenza medica presso diverse cliniche private all’avanguardia qui a Fuerteventura.

C’E’ CHI DIMENTICA DI ISCRIVERSI ALL’AIRE…

Va detto che molti italiani “furbi” (vedi relativo post) non si iscrivono all’Aire nonostante risiedano all’estero da tempo; questo gli consente per esempio di evitare di perdere il diritto alla Sanità Italiana, di mantenere i propri conti correnti bancari in Italia con il regime di residente (e quindi risparmiare i costi del conto corrente “non residenti”), e soprattutto essere esentati dalle imposte di successione in caso si erediti una somma consistente.

In Spagna i beni oggetto di successione sono notevolmente tassati; l’aliquota di tassazione varia in base alla Comunità Autonoma di residenza.

Alle Canarie o ovunque desideriate.

Se hai letto “C.V. – Metodo per Cambiare Vita in modo intelligente” saprai già se un trasferimento è la soluzione al tuo malessere e – soprattutto – se, analizzate accuratamente le tue condizioni economiche, puoi permetterlo.

Se così è, i post con le istruzioni contenute in questa sezione del sito ti accompagneranno nei tuoi passi più operativi e tecnici. Troverai un “diario di bordo” con istruzioni e consigli pratici su come gestire i vari iter amministrativi e le incombenze che sono state necessarie per il mio trasferimento definitivo a Fuerteventura.

SMETTERE DI PARLAR E COMINCIARE AD HABLAR

Come scrivo nel libro C.V. ritengo che acquisire la padronanza della lingua spagnola, possibilmente prima di trasferirsi definitivamente, sia fondamentale.

FARE DA SOLI COSTA POCO

Essere in grado di comprendere le informazioni disponibili sui siti governativi spagnoli, o presso i preposti uffici in loco mi ha reso perfettamente in grado di destreggiarmi in ogni ambito amministrativo.

Questa indipendenza mi ha consentito di evitare tutta una serie di rischi che obbligatoriamente si corrono affidandosi a intermediari, mediatori o procuratori, e – ovviamente – mi ha permesso di risparmiare i costi di queste consulenze.

CAMBIO VITA FAI DA TE? … CON LA GIUSTA PREPARAZIONE SI PUO’ FARE!

Non è mia intenzione demonizzare onesti professionisti che forniscono intermediazioni e assistenza a chi lo necessiti; anzi, ne conosco alcuni davvero competenti e onesti che stimo.

Ho solo preferito informarmi, imparare e fare il più possibile da sola; in ogni ufficio pubblico al quale mi sono rivolta, sempre in modo umile e con educazione, ho ricevuto informazioni corrette ed efficaci, che spero possano essere utili anche a te se ti troverai nella stessa situazione e se non saprai “da dove cominciare”.

NUOVI VOCABOLI, NUOVE REGOLE, NUOVE INCOMBENZE, NUOVI DOCUMENTI

Durante il periodo di “trasferimento provvisorio “(ovvero viaggio di avanscoperta durato 3 mesi) ho dovuto ottenere il N.I.E., ovvero Numero Identificativo Stranieri: codice alfanumerico equiparabile al codice fiscale italiano, obbligatorio per risiedere in Spagna, anche per i cittadini appartenenti alla Comunità Europea (VEDI RELATIVO POST).

“FIRMI QUI!”… MA SAI COSA FIRMI?

Ho affittato più di una casa e ottenuto il certificato di Empadronamiento, una sorta di “certificato di residenza” rilasciato dall’Ajuntamiento (ovvero il municipio).

Ho sottoscritto vari contratti: conto corrente bancario, contratti telefonici mobile e fisso, polizza assicurativa sanitaria privata.

COMPRARE UN AUTO USATA? O RE-IMMATRICOLARE LA PROPRIA AUTO ITALIANA? … SENZA FARSI FREGARE

Appena arrivata ho subito capito che la mia auto italiana “assettata” non si sarebbe adattata alle strade sterrate di Fuerteventura; inoltre i costi di re-immatricolazione della stessa sarebbero stati alti.

Per questi motivi ho acquistato un’auto usata a Fuerteventura, anzi due (VEDI RELATIVO POST).

CONVIENE TRASLOCARE? O COSTA MENO COMPRARE IN LOCO CIO’ CHE SERVE? DIPENDE…

Una volta deciso di trasferirmi definitivamente sono tornata in Italia per organizzare il trasloco e – soprattutto – per dare le dimissioni e rinunciare al mio impiego lavorativo in Italia. Il post relativo al trasloco servirà a capire come e cosa portar qui.

DIRITTI E DOVERI BUROCRATICI

Ho effettuato l’iscrizione all’A.I.R.E (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), obbligatoria per coloro che scelgono di risiedere per più di sei mesi e un giorno fuori dall’Italia (VEDI RELATIVO POST)

DIRE DI SI’, O… SI QUIERO!

Mi sono sposata, contraendo un matrimonio in Spagna valido anche in Italia (VEDI RELATIVO POST).

INVESTIRE IL PROPRIO DENARO? … SENZA FRETTA E CON LA CONOSCENZA SI PUO’ FARE

Dopo due anni dal trasferimento, dopo aver acquisito una sufficiente conoscenza del luogo, delle leggi sulla proprietà e delle incombenze fiscali, ho comprato un piccolo appartamento che affitto, pagando autonomamente le relative imposte (VEDI RELATIVO POST).

MA PRIMA DI LEGGERE I POST…

Se non lo hai ancora fatto…
leggi “C.V. METODO PER CAMBIAR VITA IN MODO INTELLIGENTE”

Una riflessione personale.

Che significato date alla parola “FURBO”?

Per quanto mi riguarda concordo totalmente con questa definizione: Furbo è chi cura il proprio tornaconto con accortezza e abilità.
Dal francese: fourbe ladro, di etimo incerto; forse da fourbir forbire, ripulire (le tasche).
L’etimologia è inequivocabile nel tarare questa parola: il suo uso non può essere che dispregiativo…

Conosco persone che si vantano di essere furbe. Si riempiono la bocca con questo vocabolo, convincendosi di essere superiori agli altri.
Predicano l’etica mentre cercano di fregare il prossimo, impegnando il proprio intelletto nel tentativo di tirare sul prezzo, annichilendo i propri dipendenti o inventando inesistenti difetti per non pagare i conti. Certi furbi vivono cercando di rubare denaro e dignità altrui.

Mi vanto di non essere furba, nonostante questo implichi il pagare più tasse, più spese, parcelle e fatture più salate.

Sono orgogliosa di riconoscere, rispettare e pagare il giusto prezzo per il lavoro altrui; questo è uno dei più grandi insegnamenti di mio padre.

Certo, non immagazzino ricchezza in denaro; accumulo stima e rispetto di chi lavora con me e per me. E questo non ha prezzo.

Godo nel rispettare le regole, nel mettermi in fila e aspettare il mio turno, nel fare il mio dovere. Dormo tranquilla, anche se indubbiamente meno benestante.